L’intervento del Sindaco su Poste Italiane

26 Apr

Negli ultimi mesi sono molte le segnalazioni giunte in Comune per un servizio postale che ha raggiunto livelli di inefficienza inappropriati per un paese come l’Italia. Senza andare troppo lontano da qui e senza richiamare i casi più eclatanti di consegne ultradecennali, basta pensare che nella frazione di Lucciano la corrispondenza arriva una volta al mese con tutti i disagi che un periodo così “dilatato” comporta.

E’ poi di questi giorni la notizia che Poste Italiane ha presentato un nuovo piano di ristrutturazione dei servizi postali in cui si parla per il 2012 di quasi 2000 esuberi in sole cinque regioni: Toscana, la più colpita con il rischio di quasi 600 licenziamenti, Piemonte, Emilia Romagna, Marche e infine Basilicata. Sempre grazie a questo piano, nel 2013 i tagli si estenderanno poi anche alle altre regioni, con una prospettiva di quasi 12.000 licenziamenti in tutta Italia.

Lasciando per un attimo da parte la drammaticità di questa decisione  in termini di occupazione, viene da domandarsi ogni quanto i nostri concittadini di Lucciano riceveranno la posta a seguito di questi nuovi ed ulteriori tagli: una volta ogni 40 giorni? Ancora oltre? Oppure, magari, insieme all’uniformità le zone di recapito arriveremo ad avere anche l’uniformità del periodo di consegna, con un periodo standard di 15 giorni “politici” sia in città che fuori?

Dico questo in tono polemico perché se è vero che per una azienda è necessario trovare una propria organizzazione interna in grado di rendere più efficiente ed efficace il servizio, e che questo diventa ancora più vero in un periodo di grave crisi come quello che stiamo vivendo, Poste Italiane dovrebbe a mio parere rivedere le logiche con cui procede alle sue ristrutturazioni, perché tagliare posti di lavoro, sopprimere uffici postali o centri di smistamento è senza dubbio il modo più semplice e facile per ridurre le spese e aumentare i profitti ma forse non quello che garantisce la migliore riuscita in termini di qualità del servizio.

Se una riorganizzazione deve essere fatta, questa deve essere compiuta tenendo ben presente la delicatezza e l’importanza del servizio pubblico offerto da Poste Italiane perché tagliare è semplice ma altra cosa è occupare in modo più produttivo la forza lavoro a disposizione, cercando le inefficienze, ma di pari passo potenziare quei settori di attività che, come nel caso delle consegne nella nostra Lucciano, sono decisamente inadeguati.

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